Passeggiata immaginaria con un cieco

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Capita che, passeggiando in uno dei tanti parchi di quest’immensa citta’, mi siedo in una panchina e chiudo gli occhi per “sentire senza vedere” e spesso mi e’ capitato anche di osservare persone camminare a volte incerti, a volte sicuri, stringendo il loro bastone bianco.

E ho pensato:” Chissa’ cosa mi direbbe questo tizio se gli chiedessi…cosa sente, cosa vede, vede davvero…” e da la’ ho continuato a stare con gli occhi chiusi, a volte ferma, poi seduta e poi camminando con fare molto incerto e a piccoli passi per capire…cosa vedo e sento.

Ecco qua’ cosa ho sentito e pensato…ditemi che sara’ “sbaddu” come lo chiamiamo noi siculi ma in questa vita dove molti, non io, hanno tutto, penso dovremo ogni tanto chiudere gli occhi e camminare come loro, i “ciechi” o “non vedenti”.

“Ciao, posso farti compagnia? Se vuoi…”

“Si’, grazie se ti va di camminare con me…”

“Perche’ no? Magari ti guido, a volte il bastone non aiuta abbastanza e ci sono tanti pericoli. Mal che vada io ho il cell e con google maps, posso accompagnarti dove vuoi…”

“Google maps??? Cos’e’…”

“E’ un’applicazione della google, non hai un cell per non vedenti? E’ bello sai…la tecnologia e’ utile, questi cellulari poi ti dicono ormai tutto e fai molte cose, giochi, ricette, se serve aiutano anche a ritrovare la strada persa quando ti smarrisci in un posto che non conosci…”

Ah si’? Non lo sapevo….cioe’ sento bambini che giocano con aggeggi strani che non vedo ma ascolto le musichette di questi giochi che dici tu, credo siano quelli i cellulari…”

“Si’ si’ android si chiamano esattamente. E tu, come vivi, se posso chiedere…dove vuoi che ti accompagni? Lo’ so’ non mi conosci ma, fidati che sono una brava persona, ti stavo osservando e dentro di me ho avuto il desiderio di conoscerti un po’ per capire come vivi, come ti muovi tra tutti questi palazzi e le macchine.  Scusa non e’ curiosita’ la mia, e’ che da sempre cerco di capire le persone, forse la sofferenza di situazioni legate alla mia vita, non saprei…”

“Vieni, siediti con me e…ascolta. Cos’hai tu? Un cellulare con questo google maps, vero?”

“Si’, google maps”

“Osserva il mio bastone…lui e’ il mio google maps. I bambini giocano con tutti questi aggeggi e sai quant’e’ difficile per me pensare cosa si stanno perdendo…chiudi gli occhi adesso e ascolta….cosa senti? Ascolta bene pero’, siamo in un parco…”

“Non sento nulla, solo rumori…”

“Certo, tu senti solo rumori perche’ ormai la tua mente non sente piu’ altro…eppure intorno a te hai molto di piu’, ascolta bene e sentirai quello che sento io…”

“………si’, hai ragione….aspetta che spengo il cell…sento anch’io…quanti uccellini ci sono, non lo sapevo…e sento anche il fruscio delle foglie, sento il vento che sfiora il mio viso come se mi stesse accarezzando, sento persino gli scoiattoli che sgranocchiano qualcosa, sento il vocio di bambini che giocano piu’ in la’, lo scorrere del lago qua’ vicino a noi e il tuffo dei pesciolini. Mamma mia quante cose….me ne ero dimenticata…passo cosi’ velocemente ogni volta che non ho il tempo di ascoltare e poi sento solo squilli di cellulari e rumori di macchine che passano…”

“Ecco vedi? Questa e’ la mia vita. Io vedo quello che tu non vedi piu’ ormai, non ho la vista ma vedo attraverso la fantasia e il cuore. La gente non vede, non sente, non ascolta piu’, nessuno si ferma mai, vanno tutti di corsa. Le persone mettono al mondo dei figli ma non hanno tempo da dedicargli e pretendono poi rispetto e ascolto ma loro non rispettano ne’ ascoltano i loro stessi figli. Il tuo mondo e’ fatto di internet, tv, android e altre cose tutte virtuali, il mio e’ fatto di silenzi tra le mura di casa mia, di suoni naturali quando vengo al parco, di un bastone che mi dice dove vado e dove non devo andare, passa avanti lui prima di me e io lo seguo fiducioso perche’ io non vedo ma in realta’ vedo piu’ di tanta persone che mi passano davanti e sento, spesso pianti, lamentele, litigi, risate e gioia…questo e’ il mio bellissimo mondo. Le ricette non me le dice nessuno, faccio da solo e pazienza se, a volte, brucio qualcosa…e’ naturale.

Quello che le persone hanno dimenticato e’ proprio la naturalezza di tante cose, sembrano tutti meccanici, tutti orgogliosi di questi aggeggi nuovi ma in realta’ stanno diventando macchine, non pensano quasi piu’ perche’ hanno questo apparecchio che pensa per loro. Spesso vado al bar e non sento dialoghi, sento voci virtuali, gente che dialoga attraverso uno schermo che non posso vedere ma solo immaginare. Sento rumore di tasti che le persone si affannano a schiacciare velocemente come se stessero perdendo la conversazione ma in realta’ perdono molto di piu’…” Dimmi adesso…chi e’ il cieco, il non vedente…forse sono fortunato, forse no ma finche’ vivro’ potro’ dire che io penso, ascolto, vivo e sento. Tu, hai spento il tuo celllulare solo in questi momenti che sei con me; quando andrai via, la prima cosa che farai sara’ accenderlo e vedere chi ti ha cercato. Sei piu’ cieca di me, sai?”

“Gia’, sono piu’ cieca di te…hai ragione. Sai che ti dico? Da oggi, faro’ cosi’….lascero’ il cellulare a casa e cerchero’ di vivere un po’ di piu’ come te. Sara’ difficile all’inizio ma ci provero’ perche’ io voglio ritornare a vedere, a sentire, a pensare e mi soffermero’ di piu’ nei parchi ad osservare la natura, gli animali, le persone. Grazie, adesso devo andare…sei sicuro che non vuoi ti accompagni in qualche posto?”

“No grazie, so’ la mia strada, pero’ se vorrai venire io sono spesso qua. Trovare qualcuno con cui chiaccherare e’ sempre piacevole, ormai non si fa’ piu’ nulla se non con questi android che dici…”

“Si’ verro’, fidati, verro’ a trovarti…ciao e grazie ancora…”

love

Ci sono persone che si lasciano senza problemi, persone che si allontanano per prova, altre che non amano davvero piu’, persone che soffrono per amore e altre che si sentono libere dall’amore, persone che si lasciano perche’ hanno troppi problemi e l’amore non basta a legarle…su questo avrei da ridire e per fortuna conosco tanti che sono tornati insieme e hanno superato i loro problemi grazie anche al tempo. Ci sono persone che vivono sotto lo stesso tetto ma non si conoscono piu’ e altre che hanno trasformato l’amore in unione eterna e tra tutte queste ci sono io….che amo, ancora e molto, chi non e’ piu’ voluto rimanere accanto a me, per i troppi problemi legati al mio essere madre. Una madre non puo’ abbandonare i propri figli neanche se avessero 50anni, lei c’e’ sempre per loro….li accompagna, adolescenti e poi quasi adulti pazientemente, lungo la strada che li vedra’ protagonisti di un mondo ancora incerto e poi lascia che le sue mani si allontanino dalle sue ma non puo’ lasciarli soli subito, no non puo’ perche’ e’ come se li lanciasse con un elastico che li riporta indietro. Deve guidarli, insegnare loro la strada, stimolarli e gioire dei loro primi successi e di tutti quelli che verranno.

Certo di errori ne fara’, quale genitore non ha fatto mai errori, ditemi qual’ e’ che vorrei tanto conoscerlo. Oggi soffro ancora e chissa’ per quanto tempo per l’unico vero amore, l’unica persona che mi aveva insegnato cosa volesse dire davvero “fare l’amore” senza sofferenze e senza obblighi. E io sono ancora qua’ a continuare il mio cammino…nell’attesa che….magari….chissa’….forse….

Bus che va, bus che viene

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Non sono brava a scattare foto ma capita che, mentre sono in giro, le vedo ancora prima di fare “clic” e allora eccone un’altra che sintetizza quello che scrivero’.

I bus a Londra…apriamo un capitolo? Spesso e’ meglio salirci a stomaco vuoto o dopo aver fatto uno spuntino appena perche’ se capiti l’autista sbagliato, ti ritrovi nelle mani e per terra tutto il tuo pasto appena digerito. Ci sono gli autisti gentili e quelli scorbutici, quelli che ti danno le giuste indicazioni e quelli che ti mandano dall’altra parte della zona 1 o 3, quelli che vanno veloci come se stessero correndo per la Formula Uno e quelli che prendono tutte le buche che trovano oppure quelli lenti come lumache….e qua’ si apre un discorso lungo perche’ a Londra non puoi permetterti di arrivare in ritardo al lavoro altrimenti dopo tre notice (avvisi) sei fuori dal lavoro e se non lavori, puoi sempre chiedere ospitalita’ a qualche homeless (barbone) sotto uno dei tanti ponti che li ospitano. Ci ho pensato a volte e credo che non sarebbe una cattiva idea poter conoscere la loro storia, sono certa che hanno tanto da raccontare e di sicuro anche da insegnare a chi crede di aver tutto e invece non ha nulla.

Londra…gira…gira…gira

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…in questa citta’ dove tutto gira, tutto va di corsa, non si ha il tempo di pensare perche’ e’ il tempo a pensare per te; qui, dove ho imparato che niente arriva in fretta ma tutto ha un tempo per maturare, un tempo per avere, un tempo per ricominciare, ci sono io e tanti altri come me che, a volte, ci sentiamo fuori dal mondo stesso.

Vivere qua’ non e’ facile, forse solo un bambino che vi nasce potrebbe sentirsene parte.

Mi sento anch’io parte di questa grande metropoli, di questo miscuglio di etnie, ovunque cammini senti non una ma tante lingue mescolarsi insieme e ti viene da pensare come hanno fatto tanti secoli fa’ a capirsi, quei tempi in cui secondo la Bibbia vi erano tanti popoli mescolati gli uni agli altri. Ricordo bene? Vennero separati? Chi e’ piu’ colto di me, in materia di cristianesimo, potra’ correggermi cosi’ magari mi conforto un po’.

Spesso vorrei esprimermi e parlare ma, dentro di me, ho tanti di quei vocaboli che non hanno ancora trovato il loro posto e quando mi trovo davanti una persona per chiedergli qualcosa, vengono fuori le prime parole incomprensibili persino a me stessa e mi sento come un bambino che inizia ad imparare e farfuglia sillabe nell’attesa che la mamma lo aiuti. Sto frequentando un corso d’inglese intensivo ma per ora d’intenso ho solo una confusione mentale incredibile…cammino tantissimo e spesso tutto il giorno, osservo, scruto silenziosamente le persone.

In questa citta’ dove il tempo sembra non esistere e dove la ruota gira, gira, gira regalando emozioni uniche ai visitatori, ci sono persone che vagano negli angoli delle strade in cerca di un posto per dormire, coperti solo da cartoni….anche questa e’ Londra.

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