Il conto

Ieri sera sono stata in piacevole compagnia di cari amici, si è dialogato, abbiamo cenato tutti insieme e sono stata molto bene perché eravamo tutti diversi, ognuno ha portato nel gruppo il proprio pensiero riguardante le vicissitudini della vita. 

Avvertivo in alcuni rabbia verso Dio, in altri comprensione, in altri ancora rassegnazione come se Lui fosse un giudice che ci mette davanti, nell’arco del tempo in cui stiamo sulla terra, ostacoli, tragedie, piaceri e felicità. Spesso imputiamo a Dio, che neanche sappiamo chi è, le nostre problematiche o le nostre malattie e la fede vacilla.

È forse così? 

Io credo, non credo, sono cristiano, sono cattolico è così via. 

IO CREDO.

Non è QUEL QUALCUNO O QUALCOSA LASSÙ che porta dispiaceri o gioie, se fosse così saremmo burattini in un teatro, Mangiafuoco e Pinocchio, la Fata e Geppetto e noi con i nostri fili immaginari a cercare di diventare umani mentre siamo solo burattini. Il conto, alla fine, non lo presentiamo a Dio ma a noi stessi, alle disgrazie che abbiamo superato e come le abbiamo superate. 

Chi siamo diventati nel corso della nostra vita? Cosa siamo riusciti a costruire mentre ci barcamenavamo nella nostra giungla personale? Leggo e sento di donne maltrattate, uomini ricchi, madri perdute nel loro desiderio di essere perfette, bambini lasciati a se stessi da genitori che li mettono al mondo ma non hanno voglia di ascoltare neanche i loro pianti. Vedo povertà e gente felice con nulla e altra aggrapparsi disperata ad un barcone ignara di mani che, nel frattempo, ci sperperano sopra. Leggo di giovani alla ricerca di se stessi partire per diventare qualcuno e poi perdere la vita…e madri che non vedranno mai più tornare i propri figli a casa. 

È il conto della vita, delle NOSTRE scelte e di nessun altro. SCEGLIAMO SEMPRE, continuamente…di certo non scegliamo di veder una figlia morire di tumore o di qualche malattia cerebrale dopo neanche un’ora dall’aver partorito. NO, questo non possiamo sceglierlo… è la vita che ci mette alla prova, gioca maldestramente a volte e…ci scappa pure il morto ma…noi dobbiamo essere più forti di lei, noi dopo…possiamo ridere e prenderci il premio che ci riserva. Può essere un regalo, un premio in denaro, un altro figlio, un grande abbraccio da chi non pensavamo mai potesse darcelo…ecco, ieri sera ho ricevuto un grande abbraccio e un bacio di affetto dalla persona che mi aveva invitato…mi è servito a sentirmi a casa, mi sono sentita speciale e sicuramente non solo io ma…ne avevo bisogno. Ecco, la vita sa’, come Dio sa’ di cosa abbiamo bisogno…io ne avevo bisogno ed è arrivato da chi non avrei mai pensato. Arrabbiarsi con Dio o Allah o chi volete vuol dire semplicemente ” Dò la colpa a Te che io non sono capace di assumermela!”.

Il conto, alla fine, arriva sempre ma noi.. abbiamo saputo giocare bene la nostra partita?

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