Per colpa di una vertebra…

….caro letto mio, siamo diventati grandi amici! Certe volte litighiamo, ci giuriamo odio profondo e dopo facciamo pace perché siamo anche costretti a frequentarci quasi a tutte le ore quindi è meglio che io e te stiamo buoni buoni e ci sopportiamo.

Io, normalmente, uscivo al mattino e rientravo la sera. Accendere le candele, disfarti, preparare i cuscini per poter cadere tra le tue braccia e quelle di Morfeo, mi sembrava quasi un sogno che si realizzava dopo una giornata impegnativa.

Tu, invece, eri lì…tutti i giorni, fermo immobile, attendevi solo che ti cambiassi le lenzuola, che abbracciassi i cuscini e decidessi di farmi coccolare.

Adesso ti odio, mi stai proprio sullo stomaco perché sono costretta a stare con te per un mese e forse più…che antipatico che sei!!! Mi costringi a pensare, a dormire anche se non ho sonno, a non curarmi come prima, mi togli l’appetito. Quando finirà tutto dormirò nel divano, vedrai!

Mi costringi a pensare…sto notando cose a cui non badavo prima, presa da tutto, da troppo…adesso nell’infinito scorrere delle ore e dei giorni, tutti uguali, sto avendo tempo per pensare e capire. Non so’…alla fine dovrò ringraziare la vertebra rotta e te?

L’amore scontato di una madre

Inaspettato… è arrivato per me, solo per me da uno dei miei ragazzi. Tutto ho immaginato tranne che… fosse mio.
“Volevo tirarti un po’ su il morale, vederti stare bene, mamma”.

Non me l’aspettavo.

La mamma dà tanto e sembra scontato, non ci si ricorda mai di lei, tanto c’è sempre, tanto pensa a tutti senza risparmiarsi mai, è normale no?

Non credo sia normale che una sola testa ragioni per quattro, cinque, sei, sette teste eppure per amore si fa, non credo sia normale consumarsi come una candela pur d’illuminare tutti. Non credo sia normale creare situazioni di serenità per dare riparo, cure, amore, protezione al limite dell’impossibile e sempre senza risparmiarsi. Pretendere troppo da se stesse senza pensare che…no, fermati, non va bene così!!!

E chi la sente quella vocina dentro?

Perché ascoltarla se intorno c’è chi ti cerca, chi pretende silenziosamente, chi ti mette addosso montagne che non sono più le tue? Chi la sente quella voce????

Oggi, questa semplice composizione fiorita, mi ha sciolto il cuore, incredula, emozionata, lacrime che stentavo a fermare…un pensiero per me. E non è il mio compleanno, non è la festa della mamma, né l’onomastico…era solo ed esclusivamente per ME.

Grazie amore di mamma ❤

Benvenuta Zoe

Non avrei mai pensato di adottare nuovamente un cane, soprattutto dopo varie esperienze negative e dopo la morte della mia Milù. Gatti sì ma cani…mai più! Nel frattempo, ho studiato moltissimo e imparato davvero tanto sull’addestramento ma ero sempre negativa sull’adottare un cane. Giravo i canili ogni tanto, alla ricerca di qualche cane anziano, perché sono quelli dimenticati da tutti ma poi…mi ritiravo per paura di fallire ancora.

La vita, però, ti dà sempre la possibilità di riprovare e, quando il mio compagno, mi ha parlato dei Rottweiler, ho quasi storto il naso in segno di rifiuto. Rottweiler???? Mai assolutamente!!! Una delle razze peggiori, aggressivo, pericoloso, dominante… insomma era NO.

Casomai un’altra razza sì, più tranquilla… perché no? E così mi fa vedere foto di cuccioli, varie…tra queste, cuccioli di Rottweiler. M’innamoro all’istante e incomincio a documentarmi online sul perché sono considerati pericolosi.

Trovo di tutto…ma poco si dice sul modo di educarli. Si dice, si scrive, si analizza ma…alla fine, in pochi argomenti trovo che il padrone è fondamentale per lo sviluppo sereno del cane, piuttosto consigliano di portarli in centri appositi per farli educare da esperti proprio per la loro indole aggressiva.

Allora???? È come tutti gli altri cani? Io sarò responsabile della sua crescita serena, dell’amore che saprà dare e del suo futuro nella nostra grande famiglia?

Accetto la sfida!!!!

Eccoti…in braccio a me, spaventata e timida, due mesetti appena… prometto che ti crescerò bene, che sarò il tuo “capobranco”, che sarai fiera, forte e amorevole.

Benvenuta figlia mia!

Il luogo senza tempo

…dovevo andare ieri, dovevo andare là, in quel luogo dove cielo e natura s’incontrano, dove internet e i social si perdono tra cerbiatti, pietre millenarie, alberi secolari.

Non ho sentito proprio il bisogno di comunicare con il mondo, non riuscivo per niente a fare selfie o foto ricordo come tanti…mi sembrava di spezzare la sacralità del luogo, di non rispettare la natura. Mai, come ieri ho capito e ho visto quanto siamo sciocchi e ingrati del bene ricevuto. Mai come ieri, ho sentito di chiedere scusa all’universo, di perdonare la superficialità dell’uomo…selfie su selfie persino dentro luoghi sacri, immagini rubate solo per immortalare l’attimo.

Quanta pena ho provato…ma dove stiamo finendo…possibile che nessuno si svegli????

Il conto

Ieri sera sono stata in piacevole compagnia di cari amici, si è dialogato, abbiamo cenato tutti insieme e sono stata molto bene perché eravamo tutti diversi, ognuno ha portato nel gruppo il proprio pensiero riguardante le vicissitudini della vita. 

Avvertivo in alcuni rabbia verso Dio, in altri comprensione, in altri ancora rassegnazione come se Lui fosse un giudice che ci mette davanti, nell’arco del tempo in cui stiamo sulla terra, ostacoli, tragedie, piaceri e felicità. Spesso imputiamo a Dio, che neanche sappiamo chi è, le nostre problematiche o le nostre malattie e la fede vacilla.

È forse così? 

Io credo, non credo, sono cristiano, sono cattolico è così via. 

IO CREDO.

Non è QUEL QUALCUNO O QUALCOSA LASSÙ che porta dispiaceri o gioie, se fosse così saremmo burattini in un teatro, Mangiafuoco e Pinocchio, la Fata e Geppetto e noi con i nostri fili immaginari a cercare di diventare umani mentre siamo solo burattini. Il conto, alla fine, non lo presentiamo a Dio ma a noi stessi, alle disgrazie che abbiamo superato e come le abbiamo superate. 

Chi siamo diventati nel corso della nostra vita? Cosa siamo riusciti a costruire mentre ci barcamenavamo nella nostra giungla personale? Leggo e sento di donne maltrattate, uomini ricchi, madri perdute nel loro desiderio di essere perfette, bambini lasciati a se stessi da genitori che li mettono al mondo ma non hanno voglia di ascoltare neanche i loro pianti. Vedo povertà e gente felice con nulla e altra aggrapparsi disperata ad un barcone ignara di mani che, nel frattempo, ci sperperano sopra. Leggo di giovani alla ricerca di se stessi partire per diventare qualcuno e poi perdere la vita…e madri che non vedranno mai più tornare i propri figli a casa. 

È il conto della vita, delle NOSTRE scelte e di nessun altro. SCEGLIAMO SEMPRE, continuamente…di certo non scegliamo di veder una figlia morire di tumore o di qualche malattia cerebrale dopo neanche un’ora dall’aver partorito. NO, questo non possiamo sceglierlo… è la vita che ci mette alla prova, gioca maldestramente a volte e…ci scappa pure il morto ma…noi dobbiamo essere più forti di lei, noi dopo…possiamo ridere e prenderci il premio che ci riserva. Può essere un regalo, un premio in denaro, un altro figlio, un grande abbraccio da chi non pensavamo mai potesse darcelo…ecco, ieri sera ho ricevuto un grande abbraccio e un bacio di affetto dalla persona che mi aveva invitato…mi è servito a sentirmi a casa, mi sono sentita speciale e sicuramente non solo io ma…ne avevo bisogno. Ecco, la vita sa’, come Dio sa’ di cosa abbiamo bisogno…io ne avevo bisogno ed è arrivato da chi non avrei mai pensato. Arrabbiarsi con Dio o Allah o chi volete vuol dire semplicemente ” Dò la colpa a Te che io non sono capace di assumermela!”.

Il conto, alla fine, arriva sempre ma noi.. abbiamo saputo giocare bene la nostra partita?

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