Ti perdono, uomo

No, non postero’ immagini di sofferenza, non scriverò del pianto e di occhi sbarrati dei miei coetanei, non farò di voi, uomini, dei re né dei grandi vincitori. No, non farò nulla di tutto questo perché io ero piccolo, non sapevo nulla. Giocavo, dormivo…io ero un bambino. 

Ho solo pena per chi mi piangerà, ho dispiacere per chi non potrà più giocare con me e per chi non mi conoscerà. Sarei potuto essere qualcuno ma ora…non più! Sarò, forse, un ricordo, un’immagine indelebile, un dolore immenso ma io questo non lo so’, sono volato via, all’improvviso e…va bene così. E ti perdono, uomo…sai perché? Non ho avuto il tempo di capire né di saper cos’è la guerra, perché hai così tanta rabbia e di cosa io, bambino, sono stato accusato per subire una così grande ingiustizia.

Ti perdono perché ho amato, perché ero piccolo e ingenuo. Ti perdono perché sei grande, uomo ma io…lo sono ancor di più.

Ciao.

Buongiorno!

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La mia casa

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C’è voluto tanto tempo, tanti anni e tante esperienze per capire che la mia casa sono io.
Per quante case si possano cambiare e quanti traslochi si possano affrontare, nulla è più importante del coltivare e conservare accuratamente la propria casa interiore.
Quello che lasci non sono i mobili, la casa di proprietà, le foto e i ricordi ma quello che hai saputo trasmettere. I veri ricordi sono gli affetti che hai saputo coltivare, l’amore che hai creato intorno a te, i rapporti umani, il calore di un messaggio detto senza parlare…
Si’, la mia casa sono io, nessuna casa potrebbe essere più bella. Non mattoni, non cemento, non finestre e arredamenti vari…i veri mattoni sono altri e mai più di adesso, ne ho capito il significato.
Benvenuta Sara!!!

L’augurio più grande!

morirei per te                                                            Sai cosa c’è?

C’è che per  il 2015 e tutti gli anni a venire, auguro a tutte noi donne d’incontrare la persona che desiderano, che le faccia sentire bene, speciali, uniche, che le dia il buongiorno al mattino e la buonanotte alla sera, che le riscaldi nel letto come una coperta termica, che prepari il pranzo o la cena e magari entrambe quando lei non può o non ne ha voglia, che l’assista quando sta male perchè LEI  è FRAGILE e non ha la forza di badare a se stessa in quei momenti, che la guidi e l’accompagni dove desidera andare, che le faccia anche dei pensieri scritti ma che siano pensieri e che non si dimentichi mai di dire “Ti amo” perchè non è normale saperlo, è normale sentirlo.

E quando lei vi confida un suo pensiero, anche solo per sfogarsi, lo fà perchè spera di potersi riposare un pò, spera che VOI siate i suoi paladini della giustizia, invece di essere  giudici.

E sapete perchè dico questo?

Perchè noi donne SIAMO TUTTO QUESTO PER VOI  e anche di più!

Noi donne, mettiamo spesso in secondo piano i nostri desideri e impegni per voi, perchè NOI DONNE e anche MADRI, vi curiamo quando state male meglio di uno specialista e stiamo anche ad ascoltarvi quando vi lamentate di tutto e di tutti…NOI SIAMO LA’ PER VOI!!!!

E ci violentate pure…

Vi ascoltiamo, e ci facciamo in quattro per risolvere i vostri problemi, trascurando qualsiasi cosa. E quando vi sentiamo dire che ci tenete, ci crediamo perchè basta poco, davvero molto poco e allora sapete che c’è?

Fatecelo vedere davvero quanto ci tenete invece di dirlo a parole perchè le parole sono vocaboli che scivolano via come fossero vento, le vostre parole e i pochi fatti, non ci bastano più e vogliamo vedere, noi lo vogliamo proprio vedere quanto ci tenete. 

 

Ho visto mia madre

Ho visto mia madre piangere tante tante volte, l’ho vista disperarsi perché mio padre non capiva.

Ho visto mia madre ribellarsi e lottare, lei lottava sempre perché voleva che i suoi figli riuscissero dove lei non era riuscita.

Ho visto mia madre fare debiti perché mio padre stringeva la cinghia solo per noi mentre lavorava felice la sua terra spendendo su di essa tanti soldi.

Ho visto mia madre litigare con mio padre per noi, tante tante volte e ho sentito lui offenderla non una ma  migliaia di volte. E quando si e’ ammalata, ho pensato spesso che se avesse saputo della sua malattia si sarebbe ribellata e avrebbe lottato cosi come ha insegnato a me.

Oggi mi chiedo se sto facendo lo stesso errore di mia madre, se fermarmi per amore, come ha fatto lei, sia giusto.

Io, che sono scappata da un amore che mi costringeva al silenzio e all’ obbedienza adesso non riesco a dare un nome esatto al legame forte che mi lega all’unico uomo che è riuscito ad

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entrare nel mio cuore. Ma ha anche alcune cose che mi ricordano mio padre….ed ho paura che la storia si ripeta.

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