Dio è ovunque

Sì…pensavo poco fà, mentre riordinavo la mia stanza e osservavo un’immagine che ho ritrovato, grazie all’acquisto che il mio compagno ha fatto circa un anno fà in un mercatino di antiquariato, poco prima di conoscerci. La stampa è proprio quella della foto, la stessa che mio padre teneva in bellavista nel suo garage sopra il suo banco degli attrezzi. Si sentiva protetto mentre faceva lavoretti di bricolage nei momenti liberi dal lavoro…quell’immagine era tutto anche per me e tutte le volte che entravo in garage, mi sembrava Quegli occhi mi seguissero ovunque. Era proprio un effetto dell’immagine!

Quando anche mio padre morì, non potendo portare tutto dalla Sicilia al Sud, con immenso dispiacere e tanto pianto, dovetti lasciare quel bellissimo quadro al nuovo acquirente della casa e, purtroppo, molto altro. Dissi che ero felice rimanesse là, mi dava il conforto che era nel garage di mio padre e che, magari, un giorno lo avrei rivisto scendendo in Sicilia in vacanza.

Avevo una macchina, non un camion e caricai il possibile per ritornare al nord.

Quando conobbi il mio compagno tutto pensavo tranne che all’immagine. Non volevo iniziasse una relazione, pensavo solo a difendermi, a non lasciarci il cuore nuovamente, a tante cose insomma e così ogni cosa, passo in secondo piano finchè capìì che era ed è una persona di cui potevo fidarmi, che mi amava davvero sin da subito e che avrebbe lottato per non farmi più soffrire e così è tutt’ora. Un mese fà, vidi nuovamente l’immagine, proprio mentre stavamo traslocando.

Stavamo per buttarla via ma…mi sentii rapita.

“Non MI riconosci?” sentii solo questo dentro di me…

No, lì per lì non lo riconobbi affatto anzi era prossimo compagno di viaggio di tutte quelle cianfrusaglie che si accumulano inutilmente in cantina e in casa e che sei costretto a vedere solamente quando traslochi. Ma ero rapita e non potevo evitare di osservare meglio.

Era LUI, era proprio QUELL’IMMAGINE che avevo dovuto abbandonare, ERA PROPRIO QUELLA. Emozione e gioia miste a qualche lacrima d’incredulità. Il mio compagno mi ha spiegato che anche lui era stato rapito qualche mese prima di conoscerci e l’aveva comprata senza saperne il motivo.

Adesso è qua, con me in casa. Più piccola di quella del garage ma identica. Quando andai a vivere a Londra imparai che non c’è bisogno di tenere croci o statue varie o immaginette in casa perchè non c’è bisogno di far sapere agli altri in chi o cosa crediamo. e neanche all’immagine o alla croce, sono solo statuette.

Il cuore sà, lassù qualcuno ci osserva e ci sente…chiamatela Luce o non sò cosa ma qualcosa più grande di noi C’E’ e non ha bisogno di nessuna immagine o altro aggeggio, nè di pompose feste paesane per esserci.

C’E’ GIA’.

FINE.

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